L’iperammortamento 2026 si è mosso parecchio nelle ultime settimane. Il decreto attuativo è firmato, la piattaforma GSE è aperta, e sono arrivati alcuni chiarimenti importanti su punti che fino a poco fa erano ancora in sospeso. Compreso uno che interessa da vicino chi usa soluzioni digitali in fabbrica.

I fondamentali non cambiano

Prima di entrare nelle novità, vale la pena ricordare la struttura di base, perché rimane invariata. L’iperammortamento 2026 funziona così: chi acquista macchinari o software tecnologicamente avanzati può dedurre fiscalmente un costo “gonfiato” rispetto a quello reale. In pratica, se hai investito 1 milione di euro, puoi ammortizzare fiscalmente come se ne avessi spesi 2,8 (con l’aliquota al 180%). Non è un rimborso diretto, è una riduzione del reddito imponibile che si traduce in meno tasse nel tempo.

Le tre fasce di investimento e le relative maggiorazioni sono:

  • Iperammortamento 180% sulla quota fino a 2,5 milioni di euro.
  • 100% sulla quota tra 2,5 e 10 milioni.
  • 50% sulla quota tra 10 e 20 milioni.

Sopra i 20 milioni non si applica nessuna maggiorazione. La finestra temporale va dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, con il GSE come ente che gestisce tutta la procedura.

Il decreto attuativo iperammortamento è firmato e la misura funziona

Il decreto attuativo iperammortamento interministeriale MIMIT-MEF è stato firmato il 7 maggio 2026 e pubblicato l’11 giugno. Il 12 giugno la piattaforma GSE ha aperto per ricevere le prime comunicazioni.

Il dato più concreto: a inizio erano già oltre 7.000 le comunicazioni preventive trasmesse

Un punto importante da sapere subito: per ora è attiva solo la comunicazione preventiva, quella che serve per “prenotare” l’agevolazione. Le fasi successive arriveranno con un provvedimento successivo. Chi vuole accedere deve però già muoversi: non conviene aspettare che sia attivo tutto l’iter per partire con la prenotazione.

Come funziona la procedura GSE, passo dopo passo

L’iter si articola in quattro fasi. Saltarne anche una sola fa decadere il diritto all’agevolazione:

  1. Comunicazione preventiva (ora attiva): si invia per ogni sito produttivo coinvolto, dichiarando tipo e importo degli investimenti e le date previste di completamento.
  2. Comunicazione di conferma: va trasmessa entro 60 giorni dall’ok alla preventiva. In questa fase bisogna dimostrare di aver pagato almeno il 20% del costo del bene come acconto.
  3. Comunicazione di completamento: si invia dopo che il bene è installato e collegato ai sistemi aziendali. Termine ultimo: 15 novembre 2028.
  4. Comunicazioni periodiche: due aggiornamenti annuali di monitoraggio (entro il 20 gennaio e il 30 giugno di ogni anno).

Altra novità rispetto ai regimi precedenti: la perizia tecnica di un ingegnere o perito industriale è obbligatoria per tutti gli investimenti, senza soglie minime. Prima si poteva autocertificare sotto una certa cifra. Ora no, serve sempre anche la certificazione di un revisore contabile.

Il monitoraggio dei tuoi investimenti parte da qui!

Un investimento agevolato con l’iperammortamento 2026 vale ancora di più se sai misurarne l’impatto reale in produzione. Con il monitoraggio macchinari e il monitoraggio energetico puoi tracciare da subito i benefici operativi dei nuovi asset, con dati concreti da portare anche in perizia.

La rimozione del vincolo Made in EU

Nella versione originaria della legge, l’agevolazione valeva solo per beni prodotti in Europa o nello Spazio Economico Europeo. Un vincolo che aveva creato non pochi grattacapi, considerando che molta componentistica industriale viene da fuori UE.

Con il D.L. 38/2026, convertito con la Legge 88/2026, il vincolo è stato tolto con effetto retroattivo dal 1° gennaio 2026. Significa che gli investimenti fatti dall’inizio dell’anno vanno bene anche se i beni vengono da fuori Europa.

L’unica eccezione rimane sui moduli fotovoltaici, per i quali restano in vigore requisiti specifici (registro ENEA, categorie B o C). Per tutto il resto, il vincolo geografico è caduto.

Il nodo dell’iperammortamento 2026 sul software: cosa si può fare oggi

Questa è probabilmente la parte più cercata, e la risposta è più articolata di un semplice sì o no. Il decreto attuativo iperammortamento, nella sua versione definitiva, esclude i canoni in abbonamento (SaaS, cloud, as-a-service). Il motivo è contabile: i canoni periodici sono considerati costi correnti dell’azienda, non investimenti da capitalizzare. L’agevolazione, invece, si applica ai beni che entrano nell’attivo patrimoniale come immobilizzazioni.

La buona notizia è che molti progetti di digitalizzazione industriale hanno una componente hardware significativa che rientra pienamente nell’agevolazione. Gateway industriali, dispositivi edge, kit di connettività: se rispettano i requisiti tecnici dell’allegato IV della legge e vengono interconnessi ai sistemi aziendali, possono accedere all’iperammortamento del 180% come beni materiali tecnologicamente avanzati.

Un gateway come lo ZeroBox, per esempio, che connette i macchinari in produzione ai sistemi digitali dell’azienda, è esattamente il tipo di bene pensato per questa misura.

Il consiglio pratico, quindi, non è “aspettare che cambino le regole sul software” (il governo ha segnalato apertura a un correttivo futuro, ma senza tempi certi). Il consiglio è separare già adesso, nel piano di investimento, la parte hardware da quella software in abbonamento. La prima è agevolabile oggi. La seconda no, almeno per ora. Tenerle distinte nella documentazione evita complicazioni in fase di perizia e semplifica tutto il percorso sul portale GSE.

Un dettaglio da non sottovalutare: attenzione alla scadenza di fine anno

Un caso che capita spesso: il bene entra in funzione nel 2026, ma l’interconnessione ai sistemi aziendali (e la relativa comunicazione di completamento) slitta al 2027.

In questo scenario, l’ammortamento ordinario parte nel 2026 come sempre. Ma la maggiorazione agevolata iperammortamento scatta dal 2027, quando viene trasmessa la comunicazione di completamento.

L’agevolazione non si perde, ma il piano fiscale si allunga. Chi sta pianificando un investimento entro dicembre deve mettere in conto questa eventualità e organizzarsi per completare l’interconnessione in tempo.

La situazione a luglio: la norma funziona, ma il lavoro non è finito

Il quadro principale è solido. Il decreto attuativo iperammortamento è in vigore, la piattaforma GSE funziona, il vincolo Made in EU è risolto. I dati delle prime settimane mostrano che le aziende si stanno muovendo.

Detto questo, alcune cose sono ancora in attesa. La questione del software in abbonamento non ha ancora una soluzione normativa definitiva. Le circolari operative del MIMIT non sono ancora uscite tutte. Non tutte le funzionalità GSE sono disponibili.

Il momento giusto per ragionare su come strutturare correttamente un investimento con l’iperammortamento 2026 è adesso, perché impostare bene il piano di investimento dall’inizio, separando le componenti ammissibili da quelle non ammissibili, è quello che fa davvero la differenza sul risultato fiscale finale.

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Allo Zerynth Connect 2026, in programma l’8 ottobre a Bologna presso l’Opificio Golinelli, abbiamo previsto una sessione dedicata proprio a questo tema, per confrontarsi su come pianificare correttamente gli investimenti e massimizzare i benefici fiscali nel nuovo quadro normativo.

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About the Author: Marco Graziotti

Marco Graziotti
Marco fa parte del team marketing di Zerynth. È laureato in marketing e ricerche di mercato ed è appassionato di tecnologia a tutto tondo. Gli piace occuparsi di Content Marketing, mentre nel tempo libero adora ascoltare e produrre musica, dai generi più diversi.

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