Nel 2026 torna in modo strutturale l’iperammortamento, valido per il periodo 2026-2028, si tratta di un quadro normativo stabile e pluriennale pensato per supportare gli investimenti industriali di lungo periodo.

L’incentivo, disciplinato dai commi 427-437, introduce una maggiorazione del costo fiscalmente deducibile per l’acquisto di beni 4.0 prodotti in UE o SEE, aggiornati nei nuovi Allegati IV e V.

Vuoi saperne di più? In questo articolo facciamo chiarezza su questo incentivo e ti spieghiamo come ottenerlo.

Cos’è l’Iperammortamento

L’iperammortamento è un’agevolazione fiscale che consente di dedurre fiscalmente un valore maggiore rispetto al costo reale del bene, che produce benefici nel tempo, solo se l’azienda genera utile imponibile.

L’Iperammortamento 2026 prevede tre scaglioni cumulativi, applicati progressivamente sul valore dell’investimento:

Scaglione di investimento Iperammortamento Risparmio Ires
Fino a 2.5 milioni € +180% 43%
Oltre 2.5 e fino a 10 milioni € +100% 24%
Oltre 10 e fino a 20 milioni € +50% 12%

Questo rende l’incentivo particolarmente interessante per:

  • progetti strutturati e scalabili;
  • programmi pluriennali di rinnovo del parco macchine;
  • investimenti di media e grande dimensione.

Quali sono le tempistiche?

Per quanto riguarda le tempistiche per richiedere l’incentivo, è necessario osservare la data di consegna del bene e non quella dell’ordine (art. 109 TUIR).

In particolare, sono agevolati i beni consegnati o spediti dal 01/01/2026 al 30/09/2028, anche se ordinati prima del 01/01/2026.

Le imprese hanno l’opportunità di recuperare gli investimenti pianificati oppure di rinegoziare o riqualificare i progetti in ottica 4.0.

L’origine dei beni

L’agevolazione è riservata esclusivamente ai prodotti UE o SEE. 

Per i beni materiali è necessario dimostrarne l’origine tramite il Certificato di Origine (Camera di Commercio) oppure la Dichiarazione di Origine del Produttore (DPR 445/2000).

Il bene deve essere prodotto interamente oppure avere subito l’ultima trasformazione sostanziale in UE o SEE.

Perciò è fondamentale il controllo della filiera, la documentazione del fornitore e una valutazione preventiva del rischio.

Per quanto riguarda il fotovoltaico e FER sono ammessi solo i moduli conformi all’art. 12 del DL 181/2023 (lett. b e c), ossia celle e moduli con produzione europea, con requisiti di efficienza elevati e pannelli presenti negli elenchi ENEA.

Per i beni immateriali (Allegato V), invece, servono tutte le seguenti condizioni:

  • Sviluppo sostanziale (codice, architettura, testing) in UE o SEE
  • Almeno il 50% del valore dello sviluppo riferibile a soggetti UE/SEE
  • Dichiarazione del produttore o licenziante
  • Indicazione delle componenti open source, che devono essere neutre ai fini dell’origine

È necessario che tutte le precedenti condizioni siano soddisfatte, affinché il bene possa essere agevolabile.

Come si accede alla normativa? Qual è il ruolo del GSE?

La gestione dell’incentivo avviene tramite piattaforma GSE che è l’ente centrale di controllo e sono necessarie tre comunicazioni affinché si possa richiedere l’incentivo:

  • Comunicazione preventiva, ossia gli investimenti programmati
  • Comunicazione di conferma entro 60 giorni pagando almeno il 20% del costo
  • Comunicazione di completamento entro la fine dell’investimento o comunque non oltre il 15/11/2028.

Il GSE può effettuare verifiche formali, richiedere integrazioni documentali o avviare controlli ex post.

Per accedere agli incentivi è necessaria una perizia tecnica che attesti la conformità agli allegati IV e V, l’avvenuta interconnessione e i requisiti FER (se presenti).

È ammessa un’autodichiarazione da parte del legale rappresentante solo se il costo unitario del bene è inferiore a 300.ooo€, in ogni caso, l’autodichiarazione non elimina gli obblighi tecnici e documentali.

È necessario mantenere la documentazione per 10 anni, in caso di controlli da parte del GSE.

In caso di irregolarità emersa ex post le conseguenze riguardano la decadenza delle agevolazioni, il recupero dell’imposta con eventuali interessi e sanzioni.

Quando conviene richiedere l’Iperammortamento?

L’iperammortamento previsto nel biennio 2026-2028 conviene alle aziende che hanno utili che non siano instabili e che quindi siano profittevoli e strutturate, che vogliano effettuare investimenti di dimensione medio-grande e strategici di medio-lungo periodo e che abbiano una filiera controllata UE/SEE.

Il ruolo di Zerynth nei progetti di Iperammortamento

Grazie a Zerynth è possibile collegare macchinari e impianti eterogenei ai sistemi gestionali, abilitando un controllo costante su consumi energetici e produzione e semplificando il mantenimento dei requisiti normativi e tecnici, garantendo la conformità nel lungo periodo.

Per ottenere l’incentivo sui macchinari (Allegato IV), è obbligatorio che questi siano “interconnessi ai sistemi informatici di fabbrica”, una tecnologia come Zerynth che funge da “ponte” necessario per soddisfare il requisito dell’interconnessione e integrazione automatizzata, senza il quale l’iperammortamento sui macchinari non può essere fruito.

Zerynth rientra in molteplici categorie ammissibili, massimizzando le possibilità di incentivo, tra cui: Industrial IoT, monitoraggio e controllo, Intelligenza Artificiale e Sostenibilità e ESG.

Zerynth supporta le aziende manifatturiere nella realizzazione di progetti 4.0 solidi e documentabili, fornendo le basi tecniche necessarie per:

  • l’interconnessione reale dei beni ai sistemi aziendali;
  • la raccolta strutturata dei dati macchina, in linea con i requisiti 4.0;
  • la tracciabilità delle informazioni richieste in perizia e in fase di verifica;
  • la coerenza tecnica tra bene, software e architettura di integrazione.

Come previsto anche dalle linee guida operative, l’Iperammortamento funziona solo se inserito in una strategia industriale coerente.

Per questo Zerynth lavora con un approccio chiaro partendo dal progetto industriale, verificando la fattibilità tecnica 4.0 e costruendo un’architettura difendibile nel tempo, anche in caso di controlli.

Zerynth come asset strategico agevolabile

Zerynth non è solo un ponte tecnologico per sbloccare gli incentivi sui macchinari acquistati, ma è, a tutti gli effetti, un bene immateriale (Allegato V) che può essere agevolato autonomamente, rappresentando anche un investimento strategico a sé stante.

Progetti basati sul piano Production Intelligence o Smart Operations, dove la piattaforma è un vero e proprio sistema di gestione della produzione o l’implementazione di Zero non sono solo un upgrade funzionale ma costituiscono un asset digitale ad alto valore aggiunto che rientra pienamente nelle categorie incentivabili.

Scegliere Zerynth significa investire in una soluzione che garantisce un ritorno misurabile e che, per la sua natura di software industriale avanzato, può accedere all’iperammortamento come pilastro portante della trasformazione digitale.

Vuoi capire come accedere gli incentivi previsti dal Piano? Prenota una call con uno dei nostri esperti.

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About the Author: Alice Benozzi

Alice Benozzi
Alice è Digital Marketing Specialist di Zerynth. È laureata in Marketing Management e ha una passione per le innovazioni digitali. Le piace creare nuovi contenuti e, nel tempo libero, adora visitare nuovi posti nella natura.

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